DIARIO DI VIAGGIO di Alessandra Baiocchi
04 luglio 2012

05.45, chissà perchè non riesco mai a farmi un sonno fino alle sette almeno!
Io penso sia l'emozione...
Frutta, thè e toast con marmellata di ananas, il latte con i cereali oramai fanno parte di un altro mondo!
Stamattina non vado subito a scuola, con Elena andiamo al centro di recupero per ragazze maltrattate, che lei stessa con una amica della Danimarca hanno creato per aiutare questa gente.
Io avevo un bel po' di vestitini da neonato, era proprio quello di cui il centro aveva bisogno.
Sul tardi io ed Elena scendiamo a far colazione come al solito da Pina, lei non c'è, sono due giorni che non si fa vedere, magari non sta bene. Caffè e un pezzo di crostata diviso in due, sigaretta e via con il tuc tuc verso la sua amica.
Solo pochi passi, Watamu è piccolina in effetti, ma avevamo cose pesanti, arriviamo e subito un altro paesaggio.
Viuzza tipica, sporca, si intravedono panni stesi ad asciugare, sulla sinistra il portone, bussiamo e lei ci viene ad aprire.
Una donnina carina, si capisce che in passato, e poi mica tanto visto che ha 55 anni, doveva essere una bellissima donna!
Qui si parla esclusivamente inglese.. porca miseria a me e alla mia pigrizia, Elena ci fa da interprete.
Conosco le ragazze che sono ospiti da lei, una tra un mese darà alla luce un bambino, le altre hanno già partorito. Si tratta di ragazze tutte minorenni, che hanno avuto la sventura di nascere in un posto sbagliato, ma fortunatamente hanno avuto il coraggio di fuggire.. col al fardello del peccato!
Sono bambine... trattate e vendute come merce di scambio per pochi soldi! Troppo piccole fuori per reagire e troppo grandi dentro poi per ricominciare... ed è per questo, per ricominciare, che esiste questo recupero...lei è una grande donna e le ho promesso che l'aiuterò!
Alle 11.00 ce ne andiamo, passiamo da mamma Lucy, per fare un po' di spesa, io prendo del pane e della marmellata per la merenda dei bimbi della Kidsalive. Accompagno Elena con il tuc tuc a casa e proseguo per la scuola.
Inutile raccontare l'accoglienza, i bimbi sembrano pazzi nel vedermi, mi chiamano già per nome, e non la finiscono di prendere la mia mano e di toccarmi ed odorarmi.
A scuola oggi c'è una mezza specie di verifica con la presentazione del nuovo libro che dovranno usare da li a poco.
Parlano le maestre, il Presidente poi spiega la mia presenza ed il lavoro che devo svolgere durante il mio soggiorno.
Le maestre alla fine fanno un cenno ed i bambini capiscono immediatamente, non io... mi guardano ed intonano una frase e una canzone di benvenuto esclusivamente per me!
Diciamo che le lacrime sono arrivate fin sotto le ciabatte. Oramai era festa, i bimbi hanno intonato il wakawaka ed io mi sono messa a ballare e a cantare con loro.
E' ora di mangiare, io esco ed aiuto i bimbi con i secchi per lavarsi le manine, entrano in mensa e poi uno ad uno rimette la propria ciotola come sempre nella catinella per lavarla.
Il pomeriggio lo passiamo in classe, io osservo la maestra della classe baby, notando che il suo insegnamento è di gran lunga superiore al nostro italiano.
Sembra tutto tranquillo tranne alla fine, quando la maestra dopo aver corretto i compiti...si complimenta con chi ha fatto bene...agli altri invece li bacchetta sulle mani!
Sono sbiancata!!! C'era una bimba con le lacrime agli occhi, non è possibile che si facciano queste cose da pazzi sono da arresto immediato! Ero tentata di alzarmi e sbatterla al muro, lei si è accorta del mio disappunto e mi fa un sorriso amaro... mi blocco.. e mi dico che di questo ne devo parlare con Fabio!
Le 16.00 arrivano in fretta, io vado via con i bimbi piccoli, le lascio dell'acqua e scendo vicino al paese, vado da mama Lucy, compro acqua, pane e marmellata per domani, quella che avevo oggi non bastava, vado a casa, ma prima mi fermo nella solita bancarella per prendere delle banane.. mi incammino, Alex mi vede e mi prende la spesa, mi aiuta a portarla su per le scale, ci salutiamo ed io sprofondo come se avessi chiuso definitivamente la giornata, doccia, toast con tonno e poi.. il mio buon libro mi aspetta.

05 luglio 2012

Ho freddo, mi sveglio, caspita, mi sono addormentata con la luce accesa. Guardo il cell, sono le 02.00... spengo la luce, mi copro e mi riaddormento.
Alle 06.00 puntuale mi sveglio, niente the stamattina, solo frutta, mi vesto, preparo lo zaino e verso le 08.00 scendo, chiamo Apollo gli dico di raggiungermi al bar, li conosco Alì, parliamo un po', mi dice che è somalo, che ha fame, lavora il legno, mi chiede di comprare qualcosa, io gli prometto che lo farò! Dopo il caffè e la solita torta di Pina, prendiamo il tuc tuc e andiamo a scuola.
Arriviamo, e come al solito i bimbi mi salutano e mi abbracciano, torno in ufficio, Catana non è ancora arrivato e nemmeno Mister Jhonson, Aziz neanche a pagarlo!
Dopo un po' arriva Mister Jhonson, parliamo un po' della scuola, mi fa vedere dove verranno costruite le altre 4 aule, lui dice che ci sarà bisogno anche di un edificio dove far dormire le maestre, si come no!!!
Chiamo Karoline, mi faccio aiutare per preparare la merenda, ci accorgiamo che è finita la marmellata, chiedo a Katana di comprarne altra, le lascio i soldi, dopo un po' torna e mi accorgo che ha preso burro... ma che centra il burro? Lui dice che va bene così!
La mensa è pronta, i bimbi arrivano per classe, si siedono e mangiano il pezzetto di pane con una passata di marmellata...una miseria, ma loro sono felici!
Passo la giornata con loro, gioco, rido ed osservo tutto quanto, dopo pranzo finita la pausa, mi siedo a fumare una sigaretta, l'aria è buona, si respira bene, si avvicina Katana.. ed io non posso fare a meno di fargli duemila domande.
Voglio sapere se ha intenzione di cambiare alimentazione per questi bambini, basta con questa sbobba di fagioli e polenta! Lui dice che con 400 euro al mese solo questo può permettersi.
Io insisto, e stasera ne parlerò con Fabio.
Io, oltre al pane e alla marmellata, ho portato mandarini e banane, se li sono divorati, facevano a lotta per mangiarsene un pezzetto! C'è parecchio da fare qui, per prima cosa, cercare di cambiare l'alimentazione, l'igiene, ed il vestiario.
Sembra una scuola di profughi.. o forse lo è veramente!
Alle 16.00 accompagno i bimbi piccoli a casa con il tuc tuc insieme ad Apollo ed una maestra, a metà strada si rendono conto di aver lasciato un bimbo a scuola... ma bravi!!! ..e loro ridono!!
Mi faccio lasciare al solito incrocio, saluto Apollo e gli do appuntamento a domani stessa ora (col cavolo che gli pago la colazione domani mattina).
Chiamo Elena, ma lei ha da fare, non mi raggiunge. Vado da mama Lucy, faccio un po' di spesa per me, poi vado al bar di Pina, ho proprio bisogno di caffè italiano!!
Saluto gli amici e mi incammino verso casa, Alex mi apre, gli chiedo se ha accesso l'acqua calda, lui annuisce... lo saluto e salgo.
Entro in casa, sono stanca, mi spoglio e vado subito a docciarmi... l'acqua è fredda cavolo!!!
Alex ti odio!!!
Faccio il bucato mentre mi doccio... non potrei fare diversamente, mi asciugo, metto la crema.. ohhh meno male ho un odore accettabile! Apro una birra, mi siedo in balcone e comincio a scaricare le foto.
Arriva Elena, gli racconto la giornata, io dico la mia e lei concorda su quasi tutto, ricordandomi che qui siamo in Africa, la nostra realtà è diversa naturalmente.
Più tardi arriva sua cognata insieme alla sua collega, ci presentiamo e mi dicono che domani alle 17.00 saranno qui per farmi le treccine, le do 1000 scellini di acconto il resto altri 1000 domani, praticamente 20 euro, in Italia neanche ti guardano con 20 euro!!!
Saluto Sabrina e Maria, Elena mi invita da lei, ma sono troppo stanca, ho ancora un po' di lavoro da sbrigare, quindi la saluto e le auguro una buona notte.
Tra poco sentirò i miei genitori su Skype, poi devo mandare una mail a Fabio per capire che devo fare con queste cornici, e poi visto che due bruschette con il tonno me le sono mangiate, credo che non cenerò stasera!
Ma io ho fame, e il solito piatto di pasta in bianco non lo rifiuto di certo, internet è andato, domani ricaricherò la chiavetta, mi metto a letto leggo il mio libro e poi sprofondo in un sonno pesantissimo.
Mi sveglio di nuovo, sono le tre, mi giro, mi rigiro, niente da fare, sento il bimbo di Elena che si lamenta ma due secondi e poi si riappisola, l'indomani Elena mi dirà che voleva il latte, cucciolo bello!
Alle 5 passate riprendo sonno!

06 luglio 2012

Le 06.00 mi sveglio, rimango ancora un po' nel letto, stamattina me la prendo comoda, tanto Apollo non verrà, visto che il tuc tuc si è rotto di nuovo.
Con un sms Elena mi invita ad una colazione africana da lei, accetto immediatamente, che bello!!!
Facciamo colazione e tiriamo le somme sulle giornate passate, parliamo della scuola, dei lavori da fare rimanendo in conciliazione con gli ordini di Fabio.
Decidiamo oggi di andare in giro e comprare la vernice, a scuola potrò andarci più tardi con tutta calma, mi vesto e sono pronta.
Non ci facciamo mancare il solito caffè da Pina, con una bella fetta di torta, chiediamo a Pina di prepararci il pranzo, saremo da lei verso le 12.00, un bel piatto di melanzane alla parmigiana, eh si ci sta tutta!!!
Ci avviamo, salutiamo gli amici ed andiamo a fare compere, prendiamo i cartoncini, verifichiamo i costi per la vernice, insomma dedichiamo la mattinata alla ricerca di quello di cui abbiamo bisogno.
In banca per prelevare i soldi di Fabio, oggi è la paga, finito il tutto arrivano le 12.00 e ci incamminiamo verso Pina.
La parmigiana è deliziosa, beviamo solo acqua, li non vendono alcolici, neanche birra, la loro religione lo vieta.
Mangiamo, un caffè, quattro chiacchiere e poi io ed Elena ci dividiamo, lei a casa ed io a scuola.
Percorro tutta la strada del paese, arrivo al bivio e prendo il tuc tuc, che mi porta fino a destinazione, scendo e lui mi chiede 150 scellini, abbasso gli occhiali e gli dico: “Cosa? Non ci penso proprio, eccoti 50 scellini, se li vuoi prendili altrimenti stai a posto così!”, lui borbotta, non ci capisco una mazza, lo saluto con un “ciao bello stamme bene!”.
Lui urla e dice che la prossima volta ne vuole 100 ed io gli rispondo che la prossima volta non lo chiamo, chiudo così la pratica, arrivo davanti scuola, i bimbi mi vedono dalla finestra e corrono subito verso di me, le lacrime scendono dagli occhi senza il mio permesso, mi chiamano per nome, mi abbracciano, mi fanno il mimo del bacio, mi toccano io non stò più nella pelle, li congedo, facendoli rientrare in classe, promettendogli che sarei tornata da loro subito dopo aver parlato con il Preside.
Loro fanno gli occhietti tristi, ma obbediscono, io non riesco a camminare diritta, lo faccio al contrario per permettere ai miei occhi di accompagnarli in aula.
Entro nell'ufficio del Preside, mi saluta, mi abbraccia e mi bacia (pure lui), mi chiede come è andata la mattinata, io gli dico di aver fatto tutto e di avere con me i soldi per i pagamenti, lui annuisce e mi dice che i bambini mi amano, io rispondo che li amo anche io.
Arriva Aziz, ci sediamo in ufficio, le do i soldi 63mila scellini lui li conta sto malfidato.
Poi parliamo dell'andamento della scuola. Io gli faccio notare alcune cose che non mi garbano, come l'alimentazione, la pulizia e le divise stracciate dei bambini.
Si apre una discussione assai sgradevole, ma sempre con un tenore educato, lui mi dice che i soldi che riceve dall'Associazione non bastano per comprare il mangiare, io allora testarda come un mulo, prendo un pezzo di carta ed una penna, faccio due conti, e a me risulta che i soldi ci sono eccome.
A me risultano pure le rette dei bambini che non sono adottati, e che le famiglie nonostante la loro povertà pagano ogni mese al preside della scuola, lui mi dice che si danno qualcosa ma non la quota giusta.
Chiedo allora le ricevute di questi soldi, ma non ricevo risposta, anzi lui cambia discorso, io lo seguo con santa pazienza, mi dice di aver bisogno di 9 mila scellini per pagare la certificazione governativa per la sua posizione, mi dice che sia Catana che le signore che aiutano a preparare il pranzo non ricevono salario, mi dice che i bagni non sono ancora finiti ecc ecc..
Io rispondo per quello che riesco a dire per la mia conoscenza, (parlare in inglese non è facile per me) provo a riformulare la famosa richiesta sulle ricevute dei pagamenti mensili delle famiglie che non fruiscono dell'adozione, ma lui continua a non rispondere.
Mi arrendo, sono sola in mezzo ad una marea di gente che non conosco, e che sembra incazzata nera (mi sembra il termine giusto in questo caso) non posso correre pericoli.
Passo all'argomento adozione, leggo l'elenco aggiornato ad aprile 2012, faccio una scoperta disastrosa, i bambini che ho dato in adozione alle famiglie italiane a giugno, risultano già adottate da 3 anni, non è possibile, mi cadono le braccia, mi viene da piangere, non so più cosa pensare e cosa dire, mi congedo da loro e dico che ho capito tutto, ho solo bisogno di meditare e poi lunedi dirò la mia in proposito.
Torno dai bimbi, con una disperazione dentro che mi lacera il cuore, mentre mi avvicino alle aule, vedo la maestra con Dudy che cammina a stento, la seguo, capisco che non si sente bene.
La maestra apre una credenzina dove posso scorgere con i miei occhi da lince cecati i vari medicinali riposti, prende un guanto lo infila e comincia la medicazione con la mano nuda.. non ha capito niente, io mi faccio largo, prendo il tutto, lavo il piede della bimba che era lercio a dir poco, disinfetto, elimino tutto il sangue spremendo la ferita, disinfetto ancora, applico una pomata antibiotica, fascio il tutto e congedo la maestra, dicendo che ci avrei pensato io.
Riporto la bimba in classe dopo una mezz'oretta circa, logicamente non potevo mettergli le scarpe, erano sporche, i calzini praticamente erano un buco con qualche fardello di cotone intorno, niente da fare, lascio le scarpe in terra, prendo la bimba sulle spalle e la porto in classe. Lei sorride, non capisce che sto facendo, i bimbi ridono e sono tutti contenti.
Vado nella classe baby, gioco con loro, e piano piano arriva l'ora di tornare a casa.
Le maestre fanno pulire ai bimbi le aule, e poi dopo la preghiera di ringraziamento (a chi e di cosa ancora non l'ho capito) tutti in fila per tornare a casa a piedi, visto che il tuc tuc è rotto.
Io vado con loro, mi fermo al solito bivio, e vado a casa, stanca ed incazzata... mi faccio una doccia. Giù ci sono Sabrina, Maria ed Elena che mi aspettano per fare le treccine, alle 20.00 finisco, torno su, faccio un’altra doccia, crema e mi metto a leggere il mio libro dopo aver sentito i miei con Skype.
Leggo anche una mail di Fabio, domani ne parlerò con Elena, sono stanca è tardi...ho sonno e mi viene da piangere!

Alessandra